Esperimenti da non fare

Screen Shot 2013-12-09 at 4.21.49 PMIl Pinot Nero è il RE, l’eleganza di questa varietà e’ irraggiungibile da altri tipi d’uva. Il miglior posto in assoluto per far crescere e vinificare il Pinot Nero è la Borgogna.  Oggi giorno fanno ottimi Pinot Neri in Oregon, California, Washington, Patagonia, Nuova Zelanda, Nord-Italia e anche Australia.  Varie aziende stanno provando a farlo anche in Toscana, a mio parere una mossa di marketing per creare un certo buzz attorno alla propria cantina.  I vini sono molto lontani ai meravigliosi esempi che ci regala la Borgogna.  Ho trovato i Pinot Neri Toscani poco interessanti, non hanno molto da dire, lasciate perdere e fate il Sangiovese.

Il Petit Verdot è una varietà d’uva che viene usata in piccole dosi per vini  Bordolesi.  Da’ acidità, colore e tannini.  Da sola questa uva è troppo aggressiva, dura, raspa la gola e non ha la gamma di sapori necessari per essere usata in purezza.  Ho provato due Petit Verdot in purezza anche essi fatti in Toscana.  Si’, dei buoni Petit Verdot però anche qui perché fare questi schemi di marketing… Aggiungeteci un po’ di Cabernet e Merlot, non fate gli originali e non rompeteci le palle creando allure dove non c’è.   Non voglio sentire un sommelier che mi dice che è un’ esperimento interessante,  non lo è.  Ci sarà una ragione perche’ le migliori cantine al mondo lo tagliano con altre uve.

 

Pinot Noir is king, the level of elegance of this grape cannot be reached by other varieties.  The absolute best place for growing Pinot Noir is Burgundy.  Nowadays, they are also making great Pinots in; Oregon, California, Washington, Patagonia, New Zealand, Northern Italy and even Australia.  This past week I tried a couple of Pinot Noirs made in Tuscany, I was curious (rather sure they would be a disappointment) why plant it in Tuscany? It turns out to be just another marketing scheme to get a buzz going around the winery.  The wines are very far from the wonderful examples that Burgundy provides they are flat and not interesting at all.  Focus on Sangiovese.

Petit Verdot is used in small percentages in Bordeaux blend wines.  It gives acidity, tannins and color.  When not blended, Petit Verdot is a bit too aggressive and harsh to stand-alone.  I have recently tried two 100% Petit Verdots, made in Tuscany.  I thought them to be very good Petit Verdots but again just another marketing scheme.  Blend them with some Cabernet and Merlot, don’t try to be original and don’t try to create intrigue when there’s nothing there.  I don’t want a sommelier to ruin my dinner by telling me that some 100% petit verdot is an interesting wine and experiment, it’s not.  There must be a reason why the great wine estates have never released it on its own.

Vini Da Non Bere

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Anche io vorrei fare un vino pulito e fruttato con un naso di ribes nero e lamponi.  Detto questo non vi consiglio questa bottiglia generosamente data in omaggio con l’affitto della nostra capanna in Scozia.  Ahimè queste caratteristiche, anche se sembrano semplici, sono difficili da ottenere.  Consiglio di provare un Grenache del Rodano, della Central Coast della California o della Barossa Valley, se cercate dei rossi di struttura media con note di ribes e lamponi.

Suggerimenti per una festa estiva

ImageQuesti sono dei suggerimenti che trovo estremamente banali,  pero’ frequentando eventi e feste trovo che devo condividerli con voi.  Ci sono tre cose essenziali che fanno di una festa un successo.  Il ghiaccio, il bere e la musica.

In Italia non si usa abbastanza ghiaccio, il ghiaccio e’ essenziale, i cocktail vanno fatti con bicchieri pieni di ghiaccio non tre cubetti che si scolgono dopo cinque minuti rendendo la bevuata acquosa.  La gente pensa che piu’ ghiaccio vuol dire meno alcool risultando nell’acquisto di piu’ drinks, capisco che in momenti di crisi c’e’ l’esigenza di risparmiare, consiglio di farvi un cocktail in meno ne sarete grati il giorno dopo…

Il bere, lo dico da sempre, bisogna bere bene.  I cinque euro che risparmiate con bottiglie di sotto marca non ne valgono la pena, i distillati di merda fanno male alla salute e causano degli hangover terribili.  Non vi perdete in dettagli tipo il ghiaccio secco -grande burinata- che fa l’effetto del bicchiere fumoso, preoccupatevi della materia prima.  Un bicchiere di birra e’ molto piu’ elegante di un cocktail viola che fumeggia.  Si’, potete dare la birra da bere anche ad eventi “fashion”, d’estate ci sta proprio bene…

Per il fatto della musica non ho suggerimenti visto che le mie playlist, che ritengo fighissime, vengano capite da pochi.  Vi prego solo di non chiamare il solito DJ che mette canzoni tipo YMCA o I Watussi, mi fanno molta tristezza.  Adorerei dei DJ di musica rock, ne so’ solo di una in Italia, e non ho ancora avuto l’onore di essere a una festa dove mette la musica…

Bianchi

 E’ Arrivato il caldo, io ne sono abbastanza felice.  Non sono felice quando vengo servito vini bianchi cattivi a temperature troppo basse per nascondere i loro difetti.  Si trovano molto bianchi Italiani a ottimi prezzi, per i seguenti suggerimenti ho provato a stare sotto i 20 euro.  Ho anche incluso dei bianchi toscani che trovo interessanti, di solito preferisco il nord Italia per i bianchi.

Caiarossa Bianco:  50% Viognier e 50% Chardonnay.   Coltivato con i principi della Biodinamica.

 Caiarossa non e’ tecnicamente in Maremma, giusto a nord del confine pero’ visto la qualita’ di tutti i    loro vini puo’ essere inclusa.

Ca’marcanda Vistamare:  Un blend di Vermentino, Viogner, Chardonnay e Sauvignon Blanc

Viognier:   Uva che regna nel Rodano dove produce dei ottimi vini sotto l’appellazione di Condrieu.  Hanno un che di frutta tropicale specialmente ananas che a me piace molto.  Vi suggerisco due vini dell’alta Maremma, penso che questa varieta’ funzioni bene in questa zona.

Vermentino Sada, Toscana:  Floreale con note tropicali, tondo e fresco con una buona mineralita’

Vermentino:  Uva bianca molto diffusa nella nostra peninsola specialmente in terreni costieri.  La Sardegna e Liguria producono degli otttimi prodotti.

Cantina Terlano, Alto Adige:  Un naso floreale con limone, corposo con ottima acidita’

Pinot Grigio: Molto popolare nel mercato Americano.  Ha note floreali, fruttate con una buona struttura.  Molto diffuso nel Friuli, Veneto e Alto Adige.

Attems, Venezia Giulia: Pompelmo rosa, albicocca, pera e un po’ affumicato.

Sauvignon Blanc:  Il Sauvignon puo’ essere fruttato o erbaceo.  Io preferisco quelli piu’ erbacei, quelli troppo fruttati mi danno l’idea di bere un bagno schiuma.

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Rossi Freschi, Chilled Reds

Credo sia finalmente arrivata l’estate…   Normalmente vuol dire bere vino bianco freddo, sul quale daro’ delle mie raccomandazioni piu’ in la’.  Vorrei dedicare questo blog ai rossi che possono essere anche bevuti freddi o ancor meglio freschi.  Le tre varieta’ che si Imageprestano meglio sono Syrah, Pinot Nero e Gamay ( quello che intendo  io e’ tagliato con il Pinot Nero).  Ovviamente questo vale per bottiglie da tutti i giorni, quelle che tenete da parte per occasioni speciali bevetele alla temperatura giusta.  Il che  mi porta ad un altro argomento, quando andate fuori a mangiare non abbiate paura di fare mettere un rosso in frigo per un paio di minuti se vi viene servito troppo caldo o ancora meglio se sapete di bere un rosso sceglietelo subito e assicuratevi che non sia caldo.  Io direi verso i 17 gradi, piu’ vecchi e speciali andrei  verso i 20 gradi.  Le varieta’ di cui parlo io possono essere servite ancora piu’ fredde.

Pinot Nero e Gamay:  Dole des Monts, Sion Vallais Svizzera.  A sapori di cigliegia, mirtilli rossi e cuoio.

Syrah:  Villa Pillo, Toscana.  Fruttoso con spezie e un naso di carne alla griglia

Pinot Nero: (Blauburgunder) Alto Adige.  Fragole, prugne, speziato ben integrato.

Sono solo anlcuni suggerimenti,  il mercato e’ pieno di vini di queste varieta’ di ottima qualita’.  Image

After a long rainy winter summer has finally arrived in Italy.  Usually it means that cold white wine will flow, on which I will dedicate a blog later on.  For the purpose of this blog I would like to talk about red wines that can be served cold or better yet chilled.  There are three grape varieties that work well when chilled; Pinot Noir, Syrah and Gamay (which for the wines I intend is blended with Pinot Noir).  This only counts for everyday wines, don’t chill bottles that you have been saving for a special occasion, those should be enjoyed at a proper temperature.  Which brings me to another point, don’t be afraid to chill your reds, a couple of minutes in the fridge will do wonders to a hot red wine.  The optimal temperature for red is 63 degrees, for older and more special bottles I would go up 69 degrees.  Most restaurants in the states are well equipped with wine coolers but make sure that your wine is at a proper temperature.   My wine recommendations are more Imagefor Europe but the Central California Coast produces some great wines of these varieties.   You should have no problem finding a cheap but good bottle.  The varieties I have talked about can be served even at lower temperatures.  Try it out…

Michel Lenique

San Leonardo

 

All’ estero si parla molto di  regioni emergenti Italiane,  alcune  hanno i loro pregi e altre che non trovo per niente interessanti.  Secondo me il Nord ha un vero valore vinicolo, perche’ le sue tradizioni non hanno cambiato carattere durante le varie tendenze richieste dal mercato.

Bravi, perche’ finite  queste “mode” di gusto create nelle cantine e non nelle vigne, rimarranno vini che riflettono il loro territorio.  Uno di questi vini anche se prodotto da uve Borldolesi e’ San Leonardo.

Trovo che sia un vino fatto veramente bene, un vino con molta corposita’ con sapori di ogni genere: cioccolata amara, bacche di bosco, sapori florari e minerali, tutti integrati fra uno e l’altro in un modo spettacolare.  Anche se e’ decisivamente un vinone mantiene una eleganza notevole.

Many up-and-coming wine regions in Italy receive a lot of press. Some of them I find interesting, and some – in my usual grumpy manner – I dismiss rather quickly.

The north of Italy has maintained its wine personality and has kept on
making wine using traditional methods, not following trends dictated by market demand.  I applaud them for their courage and persistence, because when the fashions change and the current wine making trends go out of style, wines that reflect their terroir will remain standing tall.

Although made from Bordeaux varieties, San Leonardo is one of those wines that will remain.  It’s a very well made wine with a big body and a wide array of flavors.  Dark chocolate, wild berries, with floral and mineral flavors and a touch of spice, all intertwined in a spectacular manner.  Although a heavy wine, San Leonardo’s elegance is unquestionable.